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AYUB
Scritto da Nanano   
Mercoledì 20 Agosto 2014 17:42

Un pomeriggio, alla fine del turno, eravamo tutti stremati come sempre. Io e la clown Tippy notammo un bambino di circa sei anni con la testa china, terrorizzato, seduto accanto al padre. Capiamo così che è il nostro momento, siamo lì per questo: scherzi, battute, magie, palloncini...niente, si rivela tutto inutile e quella testolina rimane reclinata sul petto, immobile.

“E' spaventato perché è la prima volta che entra in un ospedale” ci spiega il genitore “sa che non c'è niente di cui aver paura, adesso però devo andare a prendere la mamma che è a lavoro”. Di solito ci accorgiamo quando un bambino sta facendo i capricci perché urla, strepita e si agita, così capiamo che non c'è un serio problema. Questa volta accadde qualcosa di diverso: alle parole del padre, il piccolo Ayub non emise un suono, semplicemente lasciò scivolare una lacrima sul volto; doveva rimanere da solo in quel posto estraneo che tanto gli faceva paura. Il tempo a nostra disposizione stava per scadere, ma decidemmo, comunque, di riaccompagnarlo nella sua stanza, nell'indifferenza totale delle infermiere che, anzi, si rivolgevano a lui in maniera brusca e nervosa. Lo feci sedere sul letto e gli presi la mano, dicendogli che doveva essere forte e che presto la mamma e il papà sarebbero arrivati; che l'ospedale, poi, non era un posto brutto, anzi, lì aveva l'occasione di conoscere tanti altri bambini e dopo qualche giorno saremmo tornati noi clown a giocare con lui. Niente da fare, non uno sguardo, non una parola. Ce ne andammo così a malincuore, chiedendoci se eravamo stati di aiuto al piccolo o se, semplicemente, non avevamo fatto nessuna differenza.

Fatto sta che la settimana dopo tornai in ospedale e, appena misi piede nel corridoio del reparto di pediatria, senza neanche avere il tempo di cambiarmi e indossare il camice colorato, vidi una macchiolina scura correre dal fondo del corridoio e saltarmi in braccio, con un sorriso “che giocava con le orecchie”! Quel giorno fu davvero difficile allontanarsi un attimo da Ayub per andare dagli altri bambini, ci seguì in quasi tutte le stanze! Alla fine del turno ripassai dalla sua stanza e gli regalai un piccolo stetoscopio giocattolo che portavo sempre con me, chissà magari un giorno si sarebbe ricordato di quest'esperienza e avrebbe provato a diventare un clown di corsia anche lui! Mi piace pensare di aver “piantato un seme” quel giorno e continuo a sperare che possa germogliare presto. :)

 

Clown Nanano

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 20 Agosto 2014 17:46
 
FAQ
Scritto da kappa   
Mercoledì 23 Aprile 2014 21:00

Frequently Answered Questions (FAQ)

  1. Voglio fare volontariato, perché devo pagare? La quota del workshop serve alla nostra associazione per coprire le spese del corso stesso e quelle direttamente necessarie per far sì che i clown possano operare. Nessuno dei clown organizzatori ne guadagna niente, svolgendo attività di volontariato. Per tale motivo la quota si limita a coprire le spese, ossia: materiale clown (camice, naso rosso, pompetta, badge, t-shirt dell'associazione), quota associativa annuale, protezione assicurativa annuale per danni e rischi, vitto e alloggio per i tre giorni. Inoltre, ovviamente, il corso offre la formazione stessa alla figura del clown-terapeuta, gratuitamente.

  2. Quali altri costi dovrò sostenere dopo il workshop? Dopo il workshop si disporrà di tutto il materiale necessario. Unica spesa aggiuntiva sarà, a cadenza annuale e a partire da un anno dopo il corso, il rinnovo della quota associativa e di quella assicurativa, comunque al massimo pari a 30€ annui in totale.

  3. Vorrei partecipare al workshop, ma ho necessità di tornare a casa la sera (es. per assistere i miei figli). Come faccio? Semplicemente diccelo! Può succedere che delle persone abbiano necessità particolari private che le impediscono di essere presente tutto il tempo. Certamente è un peccato mancare alcune ore, ma se l'assenza rimane limitata ad un piccolo lasso di tempo, è consentita, purché precisata in anticipo.

  4. Al termine del corso rilasciate un attestato? E questo ha valore per il rilascio di crediti formativi scolastici? Sì, verrà rilasciato un attestato di partecipazione al corso per una durata di 30 ore. Tuttavia, il valore di tale attestato ai fini dei crediti scolastici dipende dal proprio Istituto scolastico, per cui non possiamo assicurarlo.

  5. Vorrei partecipare ma non dispongo dell'intera quota. Come posso fare? Sicuramente il problema economico attuale è conosciuto a tutti noi. Per tale motivo, nel caso un interessato abbia necessità particolari e straordinarie, potrà contattarci direttamente per telefono. Con il dialogo troveremo sicuramente una modalità diversa di pagamento della quota. Il nostro obiettivo è formare nuovi clown, non guadagnare!

  6. La formazione si limita ai soli tre giorni? No! Il corso di formazione clown ha l'obiettivo di gettare le basi per formare la figura del clown-terapeuta e del clown sociale. Per tale motivo, nelle settimane immediatamente successive ed a cadenza periodica, la Compagnia del Sorriso ONLUS organizza incontri volti a formare gli aspetti più tecnici, come le tecniche di palloncini-scultura, truccabimbi, giocoleria, micro-magie, sanità in ospedale, ecc. Tali incontri sono gratuiti, tenuti dai nostri clown più esperti e rivolti in modo esclusivo ai soci attivi dell'associazione.

  7. Vorrei fare il corso clown ma non ho tempo per i turni e per gli incontri successivi. Posso farlo comunque? Certo! Il corso getta tutte le basi più importanti per formare il clown. Sicuramente gli incontri di formazione gratuiti successivi al workshop rappresentano un momento importante, ma questi verranno ripetuti nel tempo per dare la possibilità a tutti di avere la propria opportunità di imparare. Analogamente per i turni in Ospedale, chi per motivi personali non possa prendere parte subito oppure abbia necessità di sospendere l'attività, può farlo liberamente, tornando ugualmente in modo libero quando potrà di nuovo assistere i pazienti. Ciascuno ha la propria vita, ed è giusto che il volontariato (in quanto tale) non ostacoli gli impegni che ognuno di noi già ha.

  8. Quanto tempo mi richiederà fare il clown? Quanto spesso andrò in ospedale? A propria scelta. I nostri clown operano in gruppi variabili di 8/9 persone la settimana, a rotazione, e mediamente ogni persona svolge un turno, o massimo due, al mese, della durata di 3 ore. Quindi nessun impegno troppo importante e che non si possa conciliare con gli altri impegni. Tuttavia, chiunque voglia potrà dare disponibilità anche per ogni Sabato e, nel limite del possibile, svolgere i turni più frequentemente.

  9. In che reparti operate? Attualmente operiamo presso la Clinica Pediatrica e quella Geriatrica c/o l'Ospedale SS. Annunziata di Chieti. Ogni clown può scegliere di operare solo in un reparto, o in entrambi.

  10. Oltre le attività in ospedale dove operate? Oltre che clown-terapia facciamo attività di clown-sociale, per cui operiamo anche al di fuori del contesto ospedaliero, organizzando giornate di sensibilizzazione in piazza, eventi di formazione nelle scuole e, in passato e forse in futuro, presso case di riposo ed altri centri assistenziali.

  11. I clown hanno copertura assicurativa quando operano? Certo! Tutti i clown sono coperti da copertura assicurativa sia per i danni arrecati che per i rischi che corrono.

Ultimo aggiornamento Lunedì 08 Settembre 2014 08:41
 
LA MIA VITA CLOWN
Scritto da Tricky   
Lunedì 04 Agosto 2014 08:33

Nella mia vita clown non c'è un momento a cui sono legato, perché ognuno ha qualcosa di speciale. Il clown è un personaggio particolare: una cassa di risonanza di emozioni, una maschera che di maschera non ha nulla, perché, invece di nascondere, esprime al meglio ciò che abbiamo dentro. Però se c'è un'esperienza da raccontare, è il mio primo turno in ospedale: non per istanti, ma per emozioni vissute; l'ansia di non saper cosa fare; la paura di non essere accettato dalle persone che incontrerai; la curiosità nel provare un qualcosa di nuovo; la gioia di fare del bene a qualcuno che ne ha bisogno; il coraggio di entrare in una foresta dove non sappiamo cosa troveremo, ma c'è un qualcosa dentro di noi che ci spinge ad andare avanti. Ansia e paura erano predominanti, come spesso, anche se in modo diverso, lo sono tutt'ora. Una volta entrati in reparto ed aver indossato i panni clown, eccolo lì davanti a me, un piccolo naso rosso: indossandolo è come essere trasportati in un mondo fantastico, pieno d'amore e di speranze. Così mi sentivo. Non pensi più a nulla, sei trasportato dalle onde.

La foresta la impari a conoscere e a mano a mano a viverci; la strada è più leggera se la affronti con chi ti vuole bene e, soprattutto, se la affronti con un SORRISO.

Clown Tricky

 

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 04 Agosto 2014 08:35
 
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